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Che storia insegnare quest'anno? Una nuova storia generale per renderci cittadini competenti

Da martedì 22 a venerdì 25 agosto 2017

Presentazione del corso

Il disagio della storia generale scolastica insegnata e appresa

“È difficile affrontare i contenuti previsti dal programma nel poco tempo a disposizione”.

“Uffa! Dover insegnare sempre le civiltà antiche! Che noia!”

Sono dichiarazioni che sbocciano spesso dalle bocche o dai commenti di colleghe/i che frequentano corsi di aggiornamento. Ed esse sono espressioni di un disagio ad insegnare la storia generale come è proposta dai libri di testo.

Se mettiamo nel conto anche l’ignoranza della storia che dimostrano gli studenti che frequentano il primo anno dei corsi universitari di discipline umanistiche, allora dobbiamo aggiungere al disagio dell’insegnamento il disastro dell’apprendimento.

Insomma, ancora una volta dobbiamo costatare che la storia generale scolastica, attualmente trasmessa sulla base della rappresentazione manualistica della storia, è dannosa. 

Ci sono rimedi o dobbiamo rassegnarci ad  una fatalità?

La difficoltà di insegnare storia e di promuovere apprendimenti soddisfacenti e stabili è messa in relazione soprattutto con il problema dei “contenuti”, della loro quantità rispetto alle ore di storia. L’idea soggiacente è che la storia rappresentata nei manuali sia la sola possibile tanto nella quantità delle conoscenze quanto nella loro qualità e nella loro organizzazione nella sequenza dei capitoli e paragrafi dell’asse narrativo.

Ma il problema dei “contenuti” è innanzitutto un problema di qualità delle conoscenze. Perciò dobbiamo trovare le ragioni della scarsa presa degli apprendimenti nelle conoscenze che ora caratterizzano il tipo di storia generale che dall’800 è diventata canonico nella scuola.

Perché la storia generale tradizionale è fatta di conoscenze che gli studenti trovano  – a ragione - insensate? Che cosa fa pensare agli insegnanti che non ci siano alternative? È il modello di storia generale elaborato nel corso del secolo XIX e ancora canonico all’inizio del XXI secolo, nonostante la scrittura di storie generali innovative pubblicate nel corso del ‘900.

Una storia fatta a fettine produce solo repulsione

Il modello di storia da studiare costruito nel secolo XIX è stato elaborato secondo questi criteri. 1. Una gerarchia di rilevanza dei fatti storici che considera importanti solo gli eventi politico-istituzionali, militari, diplomatici: le guerre, le paci, la successione di regnanti e governanti, le rivoluzioni politiche, le rivoluzioni economiche al loro inizio. 2. Una gerarchia di rilevanza dei soggetti storici, che considera importanti solo gli Stati nazionali e i ‘grandi personaggi’ (in prevalenza maschili) dei centri e delle classi  dominanti. 3. La scala spaziale privilegiata è quella dell’Europa occidentale. 4. Con quale scopo? Quello di far apprendere attraverso quali eventi si siano formati gli stati nazionali europei, in modo da formare sudditi devoti alla patria e alle dinastie regnanti. 5. Nessun rapporto esplicitato e messo in valore dal punto di vista cognitivo tra presente e passato e viceversa. 6. L’idea che la storia generale non abbia oggetti propri originali, ma si produca con l’assemblaggio di storie particolari, sintetizzate e montate sul filo cronologico in modo da rappresentare il flusso dei mutamenti nel breve periodo e in spazi delimitati e diversi.

Nella scuola primaria il rinnovamento è già introdotto con la tematizzazione delle civiltà e di alcuni processi di trasformazione decisivi per l’avvenire del mondo. Ma sussiste il problema della qualità delle singole conoscenze e del sistema di sapere insegnati.

Invece, il modello ottocentesco costituisce ancora l’impalcatura della narrazione storica nella scuola secondaria.

La storia generale che è rappresentata nei 5 volumi dei libri di testo dovrebbe essere destinata a far conoscere come le storie effettive abbiano trasformato il mondo dall’ominazione ad oggi. Ma non ci riesce. Essa privilegia ancora i fatti politico-istituzionali-diplomatici nella loro dimensione di eventi. Perciò esclude tanti dei processi che hanno trasformato radicalmente aspetti del mondo. La rilevanza assegnata agli eventi fa trattare in ogni capitolo fatti di breve periodo. Ma tali fatti non producono effetti, esiti, risultati che possano essere messi in rapporto con il mondo attuale. Sono senza senso nel flusso dei fatti che si susseguono nelle pagine del manuale. Perciò non possono dare chiavi di lettura del mondo come risultato di processi storici. Inoltre, il rispetto della organizzazione linearmente cronologica dei fatti li fa innestare nella sequenza discorsiva secondo la data del loro inizio. Perciò tra un capitolo e l’altro c’è sempre un salto tematico che produce disagio cognitivo.

Ci sono approcci e conoscenze più interessanti e capaci di renderci competenti?

Sì, sono disponibili nuove conoscenze e nuovi tipi di storia generale. Le hanno prodotte gli storici nel corso del ‘900 e in questo inizio del secolo XXI. Grazie a tali conoscenze e modelli di storia generale è possibile rinnovare la storia da insegnare e provare il gusto di apprenderla, di insegnarla e di farla studiare.

Ci sono rimedi contro l’insensatezza della storia così come è rappresentata nella manualistica?

Sì, ci sono. L’associazione Clio ’92, fin dal’inizio della sua costituzione, ha messo a fuoco il problema della storia generale scolastica ed ora sta svolgendo una nuova ricerca per aggiornare i termini del problema e le soluzioni da proporre.

Le tappe della ricerca sono state finora quattro numeri della nuova serie de “Il Bollettino di Clio” (n. 4, [2015], Cibo, alimentazione e storia; n. 5 [2016], La storia generale e la storia nei manuali scolastici; n. 6 [2016], La storia dell’ambiente; n. 7 [2017] sulla World History in corso di pubblicazione) e  il n. 16 [2017] de “I Quaderni di Clio ‘92” Il sapere storico e la formazione di alunni competenti.

Un’ulteriore tappa della ricerca sarà il corso della Scuola Estiva di Arcevia del 2017.

In essa proporremo di assumere la prospettiva dell’insegnamento di un nuovo sapere storico scolastico.

Nella prima parte del corso le relazioni offriranno riflessioni sulla struttura della storia generale  e prospetteranno come sia possibile impostare conoscenze più adeguate a rendere insegnanti e alunni competenti a pensare il mondo come mondo storico, in quanto risultato di molteplici processi di trasformazione.

Nei laboratori si svolgeranno lavori di gruppo destinati a produrre bozze di piani di lavoro annuale efficaci sia per preparare gli alunni all’incontro con la storia (nella scuola dell’infanzia e nelle prime classi primarie) sia per promuovere l’apprendimento di conoscenze significative in ogni grado scolastico.

Uno dei punti del programma dei laboratori riguarderà esempi di uso dei manuali e di altre opere per realizzare 

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